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Turismo enogastronomico sempre più «green» e digitale

Qualità dell'ambiente come primo fattore d'appeal e web protagonista nella promozione e nella pianificazione del viaggio: la fotografia dell'Osservatorio sull'enoturismo.

Italia 17 maggio 2026
Vigneto verdeggiante e rigoglioso dopo la pioggia, con foglie di vite ricoperte di rugiada

Il turismo enogastronomico italiano cambia volto: è sempre più attento all’ambiente, sempre più digitale, di tendenza ma ancora di nicchia. È la sintesi che emerge dal rapporto dell’Osservatorio sul turismo del vino, promosso dall’Associazione Città del Vino insieme a Censis Servizi, dedicato all’evoluzione di un comparto che continua a crescere e a ridefinirsi.

La qualità dell’ambiente al primo posto

Tra i dati più significativi, il rapporto indica la qualità dell’ambiente come primo fattore di attrattività per chi sceglie una destinazione enogastronomica. È un segnale chiaro: il viaggiatore non cerca soltanto il prodotto, ma il contesto in cui esso nasce. Paesaggio, sostenibilità e cura del territorio diventano elementi decisivi nella scelta della meta.

Questo dato conferma una convinzione diffusa tra i Comuni del vino: investire nella tutela ambientale e nella qualità del paesaggio non è solo una scelta etica, ma anche una leva di competitività turistica. L’offerta enogastronomica, da sola, non basta se non è accompagnata da un territorio curato e accogliente.

Il web protagonista

L’altro grande protagonista della fotografia scattata dall’Osservatorio è il web. La rete si conferma strumento centrale su due fronti. Da un lato, è il canale principale attraverso cui i Comuni promuovono il proprio territorio, con una presenza online ormai capillare. Dall’altro, è il primo mezzo utilizzato dai turisti per pianificare il viaggio e raggiungere la destinazione.

Il digitale, dunque, non è più un’opzione accessoria ma un’infrastruttura della promozione turistica. Per i territori del vino, saper comunicare online — con contenuti chiari, aggiornati e capaci di raccontare l’identità dei luoghi — è diventato parte integrante dell’accoglienza.

Un prodotto di tendenza, ancora di nicchia

Il rapporto restituisce anche un’immagine equilibrata del comparto. L’enoturismo è percepito come un prodotto di tendenza, destinato a mantenere il proprio appeal nel tempo secondo la maggioranza degli amministratori e degli operatori. Allo stesso tempo, resta ancora un fenomeno di nicchia, con ampi margini di crescita.

Molti amministratori e operatori ritengono infatti che l’offerta di nuove destinazioni sia ancora espandibile, e che il settore abbia bisogno di una strategia di respiro nazionale per esprimere pienamente il proprio potenziale. C’è, in altre parole, molto da scoprire e da organizzare: nuovi itinerari, nuove forme di accoglienza, nuove modalità di racconto.

Le indicazioni per i territori

Dalla lettura del rapporto si ricavano alcune indicazioni utili per chi governa e anima i territori del vino:

  • curare l’ambiente e il paesaggio, primo fattore di scelta per i visitatori;
  • investire nella presenza digitale, sia per promuovere sia per facilitare la pianificazione del viaggio;
  • lavorare in rete, superando la frammentazione con strategie condivise;
  • ampliare l’offerta, valorizzando destinazioni e itinerari ancora poco conosciuti.

La fotografia dell’Osservatorio conferma che il turismo del vino è un settore vitale e in trasformazione. Comprenderne le tendenze — l’attenzione all’ambiente, la centralità del web, il margine di crescita ancora disponibile — è il primo passo per accompagnarne lo sviluppo in modo consapevole.

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