Storia e Mission

  

    1987/2012: l'Associazione Città del Vino compie venticinque anni
    Il 21 marzo 1987 nascevano a Siena le Città del Vino

La storia dell’Associazione Nazionale Città del Vino

L’Associazione Nazionale Città del Vino nasce a Siena il 21 marzo 1987 per volontà di un gruppo di trentanove sindaci che decisero di dar vita a questo sodalizio per contribuire a rilanciare l’immagine e la qualità del vino italiano, fortemente compromessa dallo scandalo del vino al metanolo, che nei mesi precedenti aveva provocato ben 19 vittime e molte infermità anche permanenti.

L’idea fondante fu quella di organizzare un “movimento” che potesse sostenere le imprese vitivinicole nella promozione del vino ma al tempo stesso individuava già allora nel valore del territorio la carta da giocare per lo sviluppo delle aree rurali. Un’idea che oggi trova riscontro concreto nel forte sviluppo che ha avuto il turismo enogastronomico, nella nascita di oltre 140 Strade del Vino in Italia (forma di offerta turistica integrata), rafforzata dai successi quantitativi e qualitativi del vino italiano sui mercati internazionali e dal crescente interesse dei consumatori verso il vino, inteso di nuovo anche come alimento e come parte fondamentale della nostra ‘Dieta Mediterranea’ (riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco), in grado di aiutare anche a migliorare la propria qualità della vita. C’è da sottolineare quanto siano stati importanti i risultati ottenuti dalle ricerche mediche che dimostrano degli effetti benefici del vino per la salute umana, se consumato con moderazione; studi che continuano e che riserveranno ulteriori interessanti sorprese. Infine, la straordinaria crescita culturale del mondo che ruota intorno al vino ha consentito di realizzare nel corso degli ultimi anni un complessivo salto di qualità che oggi si manifesta attraverso una sempre più diffusa consapevolezza, sia tra gli amministratori pubblici e tra i Sindaci, sia tra i vignaioli e i produttori, che al centro di tutto questo c’è il valore del territorio, il suo rapporto con il prodotto, e la conseguente necessità di saperlo tutelare, salvaguardando le sue peculiarità ambientali e paesaggistiche.

L’Associazione Nazionale Città del Vino, avendo fatti propri questi concetti fin dall’inizio della sua attività, ha sviluppato nel corso di questi venticinque anni una innumerevole quantità di progetti, organizzato eventi ed iniziative, promosso convegni ed incontri, sollecitato Governo, Parlamento e Istituzioni pubbliche sui più importanti temi che interessano la filiera vitivinicola, costruendo attorno al suo “marchio” un vasto consenso e accrescendo il suo ruolo di interlocutore tecnico e politico.

Le Città del Vino rappresentano un circuito di oltre 550 enti locali, idealmente un itinerario attraverso l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare o di montagna, città che hanno una storia enologica e gastronomica da raccontare. Una rete di Comuni, Province, Parchi e Comunità Montane a vocazione vitivinicola, capaci insieme di mettere in campo sul territorio nazionale una massa critica di oltre 4.000 alberghi (per circa 142.000 posti letto complessivi), 1.500 Aziende agrituristiche (per 18.000 i posti letto), 189 campeggi, migliaia tra ristoranti, enoteche e wine bar, e altrettante cantine e aziende vitivinicole produttrici di vini di qualità. In tutto una superficie di oltre 200.000 ettari di vigneti tutti iscritti alle Doc e alle Docg, pari ai 4/5 dei vigneti italiani a denominazione d’origine.

In virtù di questa ricchezza, l’Associazione si è posta anche il tema di come tutelarla, di come salvaguardare questo immenso patrimonio fatto di conoscenze, ma anche di storia e cultura, di ambiente e paesaggio, di produzioni tipiche e artigianali, di opere d’arte e bellezze architettoniche, di come formare e informare gli amministratori pubblici, ma anche le imprese, dell’importanza del “buon governo dei territori”, delle buone pratiche, dell’etica e della professionalità, della qualità della vita nei territori del vino. Per questo ha progettato il Piano Regolatore delle Città del Vino, strumento messo a disposizione degli amministratori per far tesoro di utili consigli per una corretta gestione del territorio in fase di programmazione delle scelte urbanistiche, aiutando i Comuni a valorizzare e comunicare le loro attività in questo campo; un impegno che pervade in modo costante tutte le azioni dell’Associazione che hanno a che vedere con lo sviluppo del territorio.

Fanno parte dell’Associazione soprattutto Comuni piccoli, quelli che da soli non avrebbero la forza di farsi conoscere, di rivendicare spazi di promozione e ascolto da parte delle istituzioni superiori; l’Associazione dà loro voce, li mette in contatto, costruisce la rete dei rapporti e li fa diventare più forti. Così possono compartecipare alla difesa delle loro trazioni locali, delle filiere produttive, sviluppare incoming turistico e impegnarsi per una maggiore sostenibilità delle loro aspirazioni di crescita; sono i Comuni che, prima di altri, sono disposti a scommettere sulla campagna, sull’agricoltura, sulla vitivinicoltura perché si consolidi quel circuito virtuoso che ha consentito a molti piccoli Comuni di tornare a vivere, di fare restare i giovani, di guardare ai propri cittadini con l’orgoglio di rappresentare, non solo per il turista ma in primis per loro, una comunità migliore che vive su un territorio migliore.